
Nel 2026 lo stipendio delle badanti è stato aggiornato in base al rinnovo del contratto nazionale del lavoro domestico e all’adeguamento ISTAT.
Questo ha portato ad un aumento dei minimi retributivi rispetto al 2025, con incrementi medi tra i 40€ e i 60€ al mese, variabili in base al livello di inquadramento.
Vediamo nel dettaglio quanto guadagna una badante nel 2026.
Nei primi mesi del 2026 si è concluso l’aggiornamento dei minimi retributivi per colf, badanti e baby sitter, sulla base dell’adeguamento ISTAT relativo all’inflazione 2025, come previsto dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (CCNL).
Le nuove tabelle retributive sono in vigore dal 1° gennaio 2026 e introducono un aumento rispetto al 2025, con variazioni che incidono sia sulle retribuzioni mensili che sulle paghe orarie.
L’adeguamento delle retribuzioni è obbligatorio e segue i criteri stabiliti dal CCNL, che prevede l’aggiornamento automatico in base all’inflazione.
Per il 2026, l’incremento medio è compreso tra il 3% e il 5%, con un aumento più significativo rispetto al 2025.
Di seguito alcuni esempi indicativi:
• Baby sitter: circa 7,30€ all’ora
• Colf (livello B): circa 6,90€ all’ora
• Badante convivente per persona non autosufficiente (livello CS): circa 1.190€ al mese
Il livello CS resta il più utilizzato per l’assistenza a persone non autosufficienti.
Se la retribuzione concordata è superiore ai minimi contrattuali, gli aumenti possono essere assorbiti nel superminimo già riconosciuto.
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È importante considerare che lo stipendio rappresenta solo una parte del costo complessivo.
Al costo mensile vanno aggiunti:
• contributi INPS
• TFR (trattamento di fine rapporto)
• tredicesima mensilità
• ferie e permessi
In media:
Badante convivente (livello CS):
costo reale tra 1.700€ e 1.900€ al mese
Il costo può variare in base a orari, livello di assistenza e presenza notturna.
Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico continua a rappresentare il riferimento normativo per il settore e negli ultimi anni ha introdotto importanti aggiornamenti, confermati anche nel 2026:
• Distinzione tra colf e badanti: separazione chiara tra attività domestiche e assistenza alla persona
• Indennità specifiche: previste maggiorazioni per assistenza a persone non autosufficienti o situazioni particolari
• Agevolazioni contributive: riduzioni per famiglie con soggetti non autosufficienti e per particolari tipologie di assistenza
• Obblighi informativi (Direttiva Trasparenza): il datore di lavoro deve fornire condizioni contrattuali dettagliate fin dall’assunzione
• Aggiornamento contributi INPS: pubblicati annualmente dall’INPS e adeguati alle nuove retribuzioni
La scelta tra badante convivente e a ore dipende da diversi fattori:
livello di autonomia della persona assistita
necessità di assistenza continuativa
budget disponibile
In generale:
convivente → soluzione più stabile ed economicamente conveniente nel lungo periodo
a ore → maggiore flessibilità ma costo orario più elevato
Se stai valutando l’assunzione di una badante convivente o a ore e vuoi conoscere con precisione costi, contributi e inquadramento corretto, possiamo aiutarti.
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